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Appello al voto di Lucia Matergi

Cara elettrice, caro elettore,

domenica 28 e lunedì 29 prossimi si vota per rinnovare il Consiglio Regionale della Toscana.

Votare significa esercitare il diritto fondamentale di cittadinanza, stare dentro le regole della democrazia, esprimere il proprio giudizio politico con lo strumento garantito dalla Costituzione.

Da questa consapevolezza si parte in ogni elezione, a prescindere dalla tipologia di essa: che si voti per le politiche o per le amministrative, è la partecipazione che ci rende cittadini.

Il 28 e 29 si va la voto in un clima difficile e all’interno di un quadro nazionale sconfortante, in cui si stagliano le provocazioni alla vita democratica di un governo arrogante e indifferente ai bisogni del paese, attento solo agli interessi dei pochi che ruotano intorno ad uno, il più sfrontato e pericoloso.

Il questo quadro il non voto è un grave segno di assenza e di rinuncia all’assunzione di responsabilità. E’ la politica infatti che fornisce gli strumenti per interpretare le istanze dei gruppi sociali, sono i partiti che assumono bisogni immediati e istanze particolari per arrivare ad un progetto generale condiviso.

Non votare equivale ad accettare l’esistente, a non scegliere, a esercitare una protesta che rischia di rimanere improduttiva.

Non votare significa autorizzare chi governa il paese a continuare nella sua corsa verso la delegittimazione dello stato democratico, senza alcuna iniziativa per arginare la crisi economica che il paese sta attraversando.

Per questi motivi ti invito a votare e ti chiedo di farlo a tua volta con chi ti è vicino, non dando per scontato nessun voto e considerando che ogni voto è indispensabile, in questa prova di civiltà.

La Toscana è una regione amministrata responsabilmente, il che ha significato leggere la fisionomia di un territorio prezioso e problematico insieme, vario nella morfologia e carico di storie importanti, talvolta intrecciate, spesso confliggenti, sempre fortemente strutturate e pertanto significative e incancellabili.

Una consapevolezza risulta chiara nel governo della regione, cioè che una comunità civile si riconosce dalle tutele sociali che si impegna a garantire, prima di ogni altra azione.

In Toscana la sanità pubblica assorbe il 70% del bilancio, un impegno concreto, cui si aggiunge quello sui servizi sociali ( la legge sul fondo per la non autosufficienza, per esempio, ha riversato sui territori circa 80milioni di euro, che hanno compensato l’azzeramento del fondo nazionale): un buon punto di partenza per disegnare una Toscana dei diritti, che non esita a varare leggi sull’immigrazione in controtendenza rispetto all’ondata discriminatoria cavalcata attualmente dal governo.

Da qui il candidato alla presidenza Enrico Rossi, attualmente assessore alla sanità, ha rilanciato, per il prossimo quinquennio, un analogo obiettivo per la scuola pubblica, da rafforzare con tutti i mezzi di competenza regionale per garantire pari accesso e formazione qualificata, l’unico strumento credibile di cui possiamo dotare i nostri giovani per affrontare un mondo del lavoro che diventa ogni giorno più inaccessibile.

Partendo da queste premesse si può affrontare la complessità, cui possiamo dare risposte credibili solo se ci si fonda, come in Toscana è avvenuto, sulla certezza dei diritti.

Discende dalla priorità dei diritti anche il rispetto delle peculiarità dei territori, da intendere come stimolo oggi più che mai indispensabile per rilanciare un modello toscano.

Il lavoro, banco di prova di buon governo regionale: da stimolare, tutelare e specializzare. Lo si può fare solo se valorizziamo le vocazioni territoriali, puntando sulle specializzazioni e sugli scambi. Infrastrutture, nuove fonti energetiche, ricerca applicata per un obiettivo decisivo, quello di conciliare la tutela di un patrimonio naturalistico e artistico di eccellenza con uno sviluppo sostenibile, capace cioè di consolidarsi e dare risposte vere al bisogno di occupazione e di crescita.

Tutto questo è cultura e la cultura sta in questo impegno a cercare in ogni momento di ascolto, in ogni attenzione ai bisogni, in ogni azione conseguente una possibilità di coinvolgere, di cercare legami, di allargare il senso di appartenenza e di cittadinanza. Facciamo cultura se intercettiamo le idee dei giovani cercando di dare gambe al loro bisogno di essere ascoltati; se favoriamo il dialogo intergenerazionale; se apriamo porte e finestre per uscire dal chiuso delle singole città; se incoraggiamo il desiderio di conoscenza. Altri approcci esclusivi sono passatempi solitari e non possono appartenere ad un progetto politico di cittadinanza.

Io sostengo questo progetto politico per la Toscana. Il voto alla lista del PD, di cui faccio parte, è un voto per questo modello di Toscana.

Buon voto a tutte e a tutti,

Lucia Matergi

Candidata del PD al Consiglio Regionale della Toscana per la Provincia di Grosseto

Omaggio a Carlo Cassola, Venerdì 19 e sabato 20 marzo

Un omaggio a Carlo Cassola nella città in cui egli ha vissuto un periodo lungo e intenso della sua vita. Grosseto lo ricorda, sollecitato dalla scuola in cui Cassola insegnò, il Liceo scientifico Marconi.

Situazione significativa del valore della scuola e dello scrittore. Della scuola, perché si propone come soggetto istituzionale autorevole, in grado di dettare la sua proposta culturale alla città; dello scrittore, che riemerge alla meritata attenzione per una sollecitazione di chi lo ha amato ed apprezzato, al di là delle mode che anche nel campo della cultura si avvicendano e decretano vita e morte. Carlo Cassola, intellettuale schivo e severo, tenace assertore di una poetica antiretorica, fatta di linguaggio volutamente dimesso e di storie normali. Non maremmano, perché di nessuna terra. A lui Grosseto dovrebbe guardare attentamente, come difesa dal provincialismo culturale sempre in agguato.

La buona sanità e la Regione Toscana

Sulla sanità e sulle politiche sociali la Regione Toscana ha detto qualcosa di molto significativo, in questi anni, tanto che si puo parlare, e non solo da sinistra, di modello toscano. Un modello studiato per dare risposte secondo il criterio della pari opportunità tra cittadini. Un modello buono e costoso, tanto che la regione vi ha investito il 70% dei suoi bilanci. E’ una scelta precisa di governo, quella di anteporre il diritto alla cura ad altre priorità, magari più visibili e capaci di garantire un ritorno di immagine sicuro, cosa che non avviene per il campo sociosanitario, in cui l’interlocutore è un cittadini in stato di bisogno di salute, bisogno complesso e in quanto tale difficilmente esauribile al cento per cento. La regione Toscana ha voluto cercare di dare risposte, sfuggendo alle facili demagogie e affrontando la complessità. Sanità pubblica, servizi sociali pubblici, nell’ottica della garanzia dell’universalità dell’accesso che resta la priorità delle priorità. Ospedali organizzati per intensità di cura e Società della Salute sono i due volti complementari di una politica organica, che vuole affrontare il tema del bisogno sociosanitario dando servizi diversificati a bisogni che sono vari e personalizzati. Un modo per ottimizzare le risorse, quanto mai tempestivo, se si considerano i maxitagli operati dal governo sia nel campo della sanità sia in quello del sociale. Più servizi, meno apparati. La legge toscana, infatti, parla chiaro: le Società della Salute non dovranno produrre aumento dei costi e infatti i componenti della giunta, compreso il presidente, sono amministratori e dunque non percepiscono alcuna indennità in più. Stessa logica per gli organismi dirigenti, già dirigenti di Asl o Coeso. Soddisfatti tutti i sindaci che vedono nella Società della Salute uno strumento per potenziare i servizi sociosanitari sui territori, soddisfatta dunque anche Monica Faenzi, sindaco di Castiglione della Pescaia, che il 13 agosto 2009 ha fatto approvare dal suo Consiglio Comunale gli atti necessari all’avvio della SdS della zona grossetana, di cui Castiglione fa parte. Ma ora sembra che la Faenzi abbia cambiato idea, perché va parlando di carrozzoni ed enti inutili. Dice anche che una buona sanità sono più medici e infermieri negli ospedali: stop. Visione completamente anacronistica, legata ad un modello di società ormai decisamente superato, divisa in malati e sani, senza posto per fragili. E i territori? E i servizi domiciliari? E l’assistenza agli anziani? E i minori? E le disabilità? Tutto vero come sindaco, tutto calpestabile come candidata alla presidenza della Regione Toscana. Ora è vero che la sua campagna elettorale prevede un’unica direttrice, quella del no, ma dispiace che la sua furia iconoclastica la faccia entrare in così palese contraddizione con se stessa. Avrebbe potuto marcare una differenza rispetto al monotono clichè che viene dal coro dei centrodestri, sarebbe stato un segno di vera personalità. Ma evidentemente nessuno sgarro è concesso a chi fa parte di quel coro. Piuttosto, si impegni l’on.Faenzi nel contrasto dei tagli effettuati dal governo nei settori del sociale e della sanità: sarebbe questa l’unica azione di cui in questo frangente i territori della Toscana sicuramente le riconoscerebbero il merito.

Lucia Matergi

Candidata del PD al Consiglio Regionale della Toscana per la Provincia di Grosseto

Lucia Matergi: 150 anni di Italia: occasione per un proficuo dibattito tra generazioni

Prende oggi il via ufficiale del percorso per le celebrazioni del 150° dall’Unità d’Italia. Comune e Provincia insieme per rappresentare questo grande valore. «Ritengo che questa celebrazione – spiega Lucia Matergi – sia un momento importante di riflessione e dibattito intergenerazionale: capire cosa significa la parola Italia per i ragazzi e i giovani, su quali basi poggia, a quali valori si richiama. Una celebrazione di senso dovrà ruotare intorno a questo motore di ricerca. Altrimenti c’è il pericolo di applicare sguardi nostalgici o modernismi fini a se stessi».

Produzione agricola e salute alimentare

Lucia Matergi ha incontrato l’associazione Coldiretti nella sua sede: l’agricoltura è attività centrale nel nostro territorio e come tale deve essere trattata e sostenuta. Molte domande, molte idee: tra le tante, particolarmente interessante lo stimolo a lavorare sul prodotto locale e sul marchio locale; anche per facilitarne la conoscenza nelle mense collettive, a cominciare da quelle scolastiche. Legare le esigenze dei produttori locali con il bisogno di salute dei nostri ragazzi è un impegno da assumersi con decisione. Lucia Matergi ha proposto di inserire il dialogo con le associazioni di produttori all’interno del circuito della Società della Salute, poiché l’incentivo a mangiare sano passa necessariamente da politiche di educazione
alimentare condivise. «Non è impresa facile in tempi in cui trionfa la merendina industriale – ha affermato Lucia Matergi – ma è uno sforzo che vale la pena fare, per la nostra economia e la salute delle future generazioni».

La parola salute

In Toscana la parola salute sta uscendo dalla genericità per acquisire concretezza e legarsi ad un nuovo concetto di comunità: è lo stare bene, perché si sta in un territorio sicuro e ricco di servizi alla persona, perché si conoscono i propri diritti e i modi per acquisirli, Continue reading La parola salute

Società della Salute e amnesie

La neonata Società della Salute della zona sociosanitaria grossetana si appresta ad ultimare l’assetto dei suoi organi, compresi quelli destinati a valorizzare la partecipazione del territorio, grande novità del progetto regionale. E’ una Società della Salute importante nella provincia di Grosseto, e il fatto di includere tra i suoi comuni costituenti anche quello capoluogo fa sì che Firenze la guardi con occhio particolarmente attento. Il tipo di percorso, le professionalità spendibili, le competenze territoriali che si sono messe in evidenza già fanno parlare di una Società modello. Il buon giudizio espresso a più riprese dalle direzioni regionali è condiviso dai protagonisti, l’ASL n.9 e i 6 Comuni della zona. Proprio i Comuni, infatti, vengono da un’eccezionale esperienza di consorzio delle politiche socioassistenziali, quella del Coeso, nata all’inizio degli anni 2000 e cresciuta nel tempo perché riconosciuta da tutti come utile ed economicamente preziosa, il che non guasta, in tempi in cui c’è sempre più bisogno di politiche sociali, senza un altrettanto scontato aumento delle risorse. Continue reading Società della Salute e amnesie

Il diritto di scandalizzarsi

La nostra repubblica si scopre più debole e vacillante, il decreto salva liste la scuote dalle fondamenta, un cataclisma capace di sconvolgere non solo il nostro ordinamento costituzionale, ma ogni sistema democratico. Continue reading Il diritto di scandalizzarsi