CHI SONO

Prima insegnante, poi a metà tra insegnante e vicesindaco, ma non insegnante o vicesindaco a metà.

La scuola per me è contatto umano fuori dagli schemi, forte e antiretorico, è stimolo a indagare gli altri e le cose, è ricerca di soluzioni efficaci e tempestive, perché i giovani hanno tempi veloci e bisogni giganteschi.

Un buon allenamento per il mestiere di amministratrice: sguardo più ampio, interlocuzione più complessa, ma simile responsabilità di ascolto e di risposta.

Le deleghe alla cultura, alla scuola, al sociale le interpreto come varie facce di una stessa medaglia. Non c’è cultura senza scuola, a meno di non considerare la parola cultura come sinonimo di passatempo.

Per me fare cultura significa coltivare intelligenze e passioni, tanto da creare nelle persone bisogni nuovi.

Vedere un film, discutere di diritti, assistere ad un concerto, confrontarsi sulle scelte ambientali o impegnarsi sull’accesso dei più fragili: quando questi saranno i bisogni di ciascuno, potremo pensare di essere in buona salute.

Con questo passaporto di idee mi sono candidata al Consiglio Regionale della Toscana.

Da Consigliera, membro della Commissione Politiche della Salute e Sociali, mi impegno per i diritti delle persone: la mia storia, fatta di incontri, di ascolto e di progetti, è anche il mio patrimonio da spendere in questo ruolo.