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Cosa voglio per la toscana

Legare l’impegno politico alle vocazioni e ai bisogni del nostro territorio:

Il territorio è la nostra risorsa, il valore aggiunto delle nostre città e borghi.

E’ decisivo riuscire a proteggere le sue vocazioni naturali, potenziandone le caratteristiche.

La valorizzazione della Maremma passa da un’agricoltura rilanciata e compatibile con un turismo intelligente, fondato sulla tutela delle ricchezze paesaggistiche e dell’accessibilità.

La rete infrastrutturale deve accorciare le distanze per integrare pienamente le attività e favorire le opportunità.

Contrastare ogni forma di discriminazione e di esclusione:

Viviamo in società sempre meno compatte e omogenee, definite da presenze spesso temporanee o comunque variabili: in questo nuovo quadro la valorizzazione della diversità deve essere la premessa di un nuovo concetto di cittadinanza, più ampio e complesso, in cui i diritti acquisibili diano a tutti la certezza della condivisione delle regole.

Tutelare le fasce fragili della popolazione:

Quando parliamo di “fragilità” ci riferiamo a quella fascia grigia di individui, che per vari motivi rischiano di uscire dall’ambito della cittadinanza. La buona politica è quella che riesce a progettare sostegni diversificati ed efficaci per impedire una tale deriva. Dai contributi economici alla mediazione culturale, dall’impegno contro l’isolamento all’offerta di ascolto: tutte strade per costruire il territorio solidale

Valorizzare le risorse intellettuali e creative del territorio:

Una provincia scarsamente popolata come la nostra, con una tradizione relativamente giovane, tipica di un territorio di immigrazione e di urbanizzazioni rare e distanziate, sta oggi esprimendo intelligenze notevoli nella ricerca e nell’arte: immetterle in circuiti più ampi equivale ad ampliare le potenzialità del nostro territorio.

Restituire centralità alla scuola combattendone il precariato:

Dove non c’è scuola non c’è società e una società che rinuncia alla scuola rinuncia a se stessa. Dobbiamo interrompere il declino cui il nostro modello di istruzione è avviato e la prima azione è quella di restituire dignità al mestiere dell’insegnante, garantendo quella continuità di azione che mette in sicurezza chi nella scuola lavora e chi dalla scuola deve pretendere buona formazione e pari opportunità.

Restituire ai giovani la speranza del futuro, contro la cultura del liberismo selvaggio:

In un momento in cui la cultura dominante del “tutto e subito” sta crollando sotto i colpi della crisi galoppante, è dovere della politica trovare nuovi obiettivi da prospettare alle giovani generazioni. Valorizzare le attività economiche che garantiscano l’occupazione e rinforzare le tutele nel lavoro sono i principali tra questi obiettivi.