La Toscana è legittimata a fornire assistenza medica e soccorsi sociali di urgenza agli immigrati, anche in condizione di clandestinità: e’ questo il tratto più significativo della sentenza della Corte Costituzionale, alla quale il Governo aveva presentato ricorso contro la legge regionale toscana sull’immigrazione, varata nel giugno 2009. Una legge all’avanguardia ma con premesse illustri e inattaccabili, visto che proprio la Costituzione italiana disciplina in tal senso il diritto alla salute. L’art. 32 parla chiaro: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. La salute come diritto dell’individuo, a prescindere dalla cittadinanza. La Toscana interpreta dunque il mandato costituzionale e con la sua legge promuove un concetto innovativo, quello della cittadinanza sociale, per garantire alla persona il rispetto e la tutela della dignità. E la bocciatura al ricorso del Governo è un importante viatico per proseguire su questa strada. Prossimi obiettivi, cittadinanza italiana per i nati in Italia ed esercizio di voto per gli immigrati regolari.
